sabato 3 febbraio 2007

UNA DENOMINAZIONE PER OGNI TIPO DI SCARPA


Passione, mania, feticcio, le scarpe hanno acquistato una posizione principe, non solo tra gli accessori, ma anche nell’abbigliamento.

Certo che osservare la tecnologia, la minuziosità, i bilanciamenti, le proporzioni, le tecniche con cui oggi vengono studiate e costruite le nostre scarpe fanno pensare a quanto i nostri progenitori siano stati sfortunati nel non poter godere di una comoda e confortevole calzatura, ma di doversi accontentare di calzari vegetali, animali realizzati in materiali organici.

Infatti i primi calzari erano costituiti da una suola bassa in cuoio, tomaia in pelle con fibre vegetali ritorte e imbottiture in fieno interne per proteggere il piede durante l’inverno.

Anche gli egiziani utilizzavano sandali realizzati con filamenti di palma e papiro; i persiani babbucce di cuoio.

I greci studiando la concia dei pellami e ricostruendo l’impronta impressa sulla sabbia su forme in legno, non solo distinsero il piede destro dal sinistro, ma sperimentarono accanto alle clamidi, calzari in cuoio e stoffa, in ambito teatrale anche i coturni, progenitori delle tanto attuali zeppe, che hanno invaso le vetrine dei negozi l’estate scorsa.

Si racconta che le prostitute portavano sandali con inciso nella suola “seguimi” per lasciare le loro impronte in strada, così come i soldati vi incidevano la sagoma del loro avversario in senso di disprezzo: “ti calpesto”.

I romani distinguevano i calcei, calzature dalla suola più o meno spessa, senza tacco, con il collo del piede protetto da una tomaia alta e lacci di cuoio che avvolgevano e stringevano piede e polpaccio (tra le più note soprattutto nel popolo e nei militari, le caligae, così chiamate in onore dell’imperatore Caligola), dalle solae, semplici suole fermate al piede attraverso stringhe di cuoio passanti per le dita.

Dal medioevo la varietà e la qualità delle calzature cominciarono a migliorare. Apparvero i primi stivaletti in feltro suolati in cuoio, che a volte facevano un tutt’uno con le calzebrache, i zoccoli contadineschi in legno, lo stivallo alto al polpaccio. Nel 1300 furono confezionate le prime scarpe di panno, poulenne, e più in voga dovevano essere bianche dalle punte lunghissime, rialzate a becco. Del ‘400 sono scarpe bassissime a punta in pelle colorata, velluto e raso.

Nel 500 la punta delle scarpe si arrotonda e contrariamente alla foggia quattrocentesca diventano altissime, i tacchi vertiginosi, (60 cm) tanto che le dame dovevano essere sorrette da accompagnatori mentre camminavano.

Nel 600 assistiamo alla comparsa delle guarnizioni: rosette, fiocchi, grandi fibbie preziose, risvolti, tacchi alti, arrocchettati e rossi, punte quadrate…

Nel 700 le scarpe si impreziosiscono come gioielli, realizzate in stoffa di seta come gli abiti sui quali venivano abbinati. Nell’800 lo stile e il gusto si ridimensiona, le calzature diventano piccole, basse, allacciate alla caviglia.

Ma grandi evoluzioni della scarpa sono databili al secolo scorso, quando, grazie alla sperimentazione di nuovi materiali e soprattutto a studi, ricerche, di noti personaggi, pensiamo solo a Ferragamo che mise a punto una struttura di rinforzo per il tacco, studiò la corrispondenza tra curva e alzata del tacco da modificare per ogni tipo di scarpa e per rendere indeformabile la sagoma della scarpa brevettò una barretta di acciaio detta schiena d’asino, si è riusciti a realizzare calzature non solo piacevoli alla vista, ma anche comode e adatte all’anatomia del piede.

Obiettivo di questo articolo, oltre a voler acculturare le lettrici sulla storia di un accessorio tanto importante è soprattutto offrire un glossario terminologico adeguato per classificare correttamente una scarpa in base al modello.

Cominciamo dalle più note.

DECOLLETE’ o CARLO IX è una scarpa dal taglio intero e con scollo continuativo; nata come calzatura maschile, diventa scarpa femminile nella metà del 900. Negli anni 60 il tacco è basso, grosso, con punta arrotondata; negli anni 70 il modello è più corto, voluminoso, il tacco è molto alto e massiccio (plateau), nascosto sotto i pantaloni; negli anni 90 i tacchi sono conici,gli scolli molto alti; nel 2000 il tacco sottilissimo, la punta sfilata.

Al classico e semplice modello si aggiungono varianti con PUNTINA e TALLONCINO svirgolati o a coda di rondine.

Il modello Carlo IX aggiunge al modello base un laccetto a metà del collo del piede, fermato con bottone o fibbia di fianco.


CHANEL prevede uno scollo continuo, ma montaggio non intero, per la presenza di un’ apertura posteriore nel tallone, caratterizzata da cinturino; la variante prevede aperture laterali.

FRANCESINA nasce in Francia; la tomaia anteriore MASCHERINA sormonta i GAMBINI, con laccetti e la LINGUETTA sottostante. La distanza dei gambini è fissa quindi l’allacciatura non è estensibile.

DERBY scarpa maschile di tradizione inglese, detta anche OXFORD. La tomaia è costituita da più parti, la linguetta è un tutt’uno con la tomaia.

MOCASSINO pellame ovalizzato intero che avvolge come un sacchetto il piede; ha tradizione antica; è un tubolare, tutto intero,comodo e funzionale; è costituito da una VASCHETTA anteriore, ARRICCIATURA,che avvolge il piede, BORDO TENNIS, TALLONE RIPORTATO, BARRETTA, che collega l’interno con l’ esterno su cui è riportato un taglio a graffa, che varia con le mode.

SANDALO FRATE suola bassa in cuoio e tomaia ridotta a fasce che avvolgono il piede, chiusa con cinturino laterale.


SANDALO INFRADITO di tradizione egiziana, non ha bisogno di spiegazioni, è ormai più che noto.

CHARLESTON scarpa usata dai ballerini, con un NASELLO in cui passa un cinturino che sale sul collo del piede, per mantenere l’ancoraggio

STIVALE TRONCHETTO, tipico quello stile Liberty al polpaccio, STIVALE A TUBO, presenta la stessa ampiezza della suola nel collo di inserimento del piede; STIVALE ADERENTE, quelli che aderiscono alla gamba, da aprire necessariamente con una zip o abbottonatura.

SPUNTATO prevede apertura anteriore che lascia vedere l’alluce

Care lettrici, da oggi vantate di saperne una in più sulle scarpe e essere capaci solo con un colpo d’occhio di individuare il modello giusto….ah dimenticavo, ricordate che quando andate in negozio per comprare un paio di scarpe eleganti con il tacco fate attenzione a quale delle due il commesso vi porge: se conosce il suo mestiere deve farvi provare sempre la sinistra, se così non fosse richiedetela voi, il piede sinistro essendo più snello calza con più eleganza una scarpa del genere.

0 commenti: