sabato 3 febbraio 2007

QUALI TESSUTI INDOSSEREMO NEL TERZO MILLENNIO?


Siamo giunti in un’epoca in cui la tecnologia e l’innovazione rappresentano fattori vincenti, indispensabili per garantirsi una vetrina competitiva sul mercato.

Come molti settori anche la moda investe molte risorse nella ricerca, soprattutto per quanto riguarda lo studio e l’evoluzione delle fibre tessile, che, associate alla creatività, alla qualità e alla raffinatezza del design, fanno il prestigio del nostro Made in Italy.

Sono state infatti sperimentate e realizzate delle nuove fibre che hanno rivoluzionato il modo di pensare, ma soprattutto vivere i tessuti, coinvolgendo industrie chimiche, produttori di fibre, tessitori, designer.

Comunemente non li troviamo ancora nei negozi, perché particolarmente costosi date le loro alte e particolari prestazioni, motivo per cui non utilizzati nelle realizzazioni di campionario di molte aziende, ma riservate a sperimentazioni, mercati mirati, ed abbigliamento active.

Amicor, per esempio, è una fibra che, dotata di microcapsule contenenti aloe, a contatto con il calore corporeo è capace di rilasciare fragranze piacevoli (vaniglia, limone, lavanda), che assicurano non solo freschezza, ma anche una efficace azione antiallergica a forme di asma e sinusite e antibatterica, grazie alla presenza di argento o sostanze in grado di evitare la formazione di funghi e batteri, cause principali di cattivi odori.

Anche il carbone attivo e la polvere di giada, contribuiscono a mantenere freschezza soprattutto se concentrati nel cavallo dei pantaloni o nei giri manica.

L'effetto di questo tessuto è garantito per 40 lavaggi: pensate per chi soffrono di una sudorazione eccessiva…un vero sollievo!!!

Le “trovate” più stravaganti ci sono state proposte dai nostri concorrenti asiatici che ne hanno inventate davvero di tutti i colori…anzi tessuti!!

Ma lo sapevate che in Giappone hanno messo a punto un reggiseno capace di sprigionare delle sostanze anti-fumo che allontanano il desiderio di fumare? Sarà efficace? Non ve lo assicuro…

Ma i vantaggi che si possono ottenere dai nuovi tessuti hi-tech vengono incontro anche alla nostra salute, come garantito da ricerche che vantano firme di importanti università italiane e straniere: ci sono tessuti di cotone e lycra con circuiti e sensori collegati a computer in grado di monitorare coordinate corporee, utili per esempio in fase di riabilitazione; controllano il battito cardiaco e la pressione arteriosa; proteggono dai raggi UV, dagli agenti atmosferici; neutralizzano con fibre placcate di rame le onde elettromagnetiche negative. L’Hohenstein Institute ha realizzato indumenti che, mediante un balsamo contenuto in essi, combattono i dolori reumatici o riforniscono il nostro corpo di vitamine A,B,C. La tecnologia ha realizzato tessuti che grazie alla presenza di materiali in grado di modificare il loro stato fisico, in base alle temperature esterne o corporea, assicurano l’isolamento termico. Negli studi della NASA, invece vengono adoperati tessuti composti per il 95% da aria la quale isola non solo termicamente, ma anche elettricamente e acusticamente.

Oltre alle nuove fibre sono stati messi a punto finissaggi e tecniche particolari atti a migliorare le prestazioni, le caratteristiche strutturali, dall’aspetto, alla “mano” dei normalissimi tessuti naturali, soprattutto agendo secondo modalità ecologiche, come il ricorso al plasma che permette di modificare la superficie dei tessuti potenziando le capacità di tintura, antifeltrabilità, anti-pilling.

Sicuramente i nostri progenitori che si accontentavano di ricoprire il corpo con semplici pellami o i nostri nonni che conoscevano le sole maglie e calzini di lana, laboriosamente realizzati a mano o tessuti al telaio, sicuramente avrebbero motivo di mostrare perplessità dinanzi ad un progresso capace di rivestire, oltre l’immaginazione comune e l’inverosimile anche il corpo, modificandolo, estendendone sì le possibilità e capacità, ma anche invadendolo!

Elisabetta Gianfelice

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