sabato 3 febbraio 2007

NOSTALGIA DI TINTARELLA…….

E’ proprio vero che con l’autunno e l’avvicinarsi dell’inverno diventano molto rare le possibilità di uscire a fare una passeggiata e sperare che i pochi tiepidi raggi di sole possano ancora baciare la nostra pelle colorandola di dorato!!!

Purtroppo con il freddo, i colori morti e spenti delle stagioni fredde si rimpiange il sole, il caldo e soprattutto il colorito salutare che improvvisamente cambia, impallidisce e scolorisce.

Ma ormai da tempo il problema della tintarella invernale non è più qualcosa da temere o di cui preoccuparsi.

Sempre maggiore è il numero di persone, indistintamente uomini e donne, adulti e ragazzi, che non riescono a rinunciare almeno ad un viso cioccolato o ambrato, e che cercano con ogni mezzo di allontanare il pallore cadaverico riflesso nello specchio!!!

Infatti sul mercato abbiamo a disposizione rimedi differenti: dalle creme abbronzanti, che applicate con costanza colorano delicatamente e uniformemente la pelle e le ormai consolidate lampade, che scaricano raggi ultravioletti sul corpo, “bruciacchiando” l’epidermide.

E’ scontato ribadire che l’esposizione a questi tipi di raggi non sia del tutto salutare per la nostra pelle e che la stragrande maggioranza dei dermatologi sconsigli questo rito, diventato ormai una prassi e una abitudine a cui nessuno riesce a rinunciare.

Considerando però l’aumento spropositato della richiesta da parte dei clienti di sottoporsi a questo tipo di trattamento, non resta altro che suggerire almeno le modalità più adeguate, le precauzioni da prendere e da non sottovalutare per evitare gravi problemi della pelle: dall’aridità all’invecchiamento, dai danni all’elastina e al collagene più profondo della pelle.

Infatti così come al mare è necessario esporsi al sole in modo graduale, per evitare scottature e per conservare l’effetto prolungato dell’abbronzatura sana presa, è importante allo stesso modo seguire scrupolosamente regole specifiche per chi volesse sottoporsi a lampade abbronzanti, senza lasciarsi travolgere dalla mania dell’abbronzatura rapida senza protezione.

· Prima di tutto sono da preferire lettini e docce solari che emettono uno spettro simile a quello del sole, che comprende sia raggi UVA, sia UVB.

· I tempi di esposizione variano e vanno stabiliti in base al tipo di fototipo a cui la nostra pelle appartiene. I fototipi più scuri possono esporsi per tempi non superiori ai 10-12 minuti; naturalmente albini e rossi non devono neanche immaginare di farsi una lampada: morirebbero ustionati!!

· La frequenza: per gli amanti della tintarella non sarà un dato rassicurante, ma rigorosamente una sola lampada al mese.

· Per prevenire l’invecchiamento cutaneo e l’eridema è importante assumere almeno per un mese, attraverso integratori alimentari, vitamine E, C, PP, che contribuiscono a conservare un livello ideale di antiossidazione.

· Per evitare carcinomi e danni irreversibili alla pelle è assolutamente obbligatorio usare creme con schermo protettivo più alto del solito (ricordiamoci che non abbiamo fretta e che l’artificialità si paga in qualche modo!!).

· Fattore che molti ignorano è che prima di fare una lampada bisogna sospendere l’uso di sostanze fotosensibili: dai profumi ai farmaci anticoncezionali, ai cortisonici e alcuni tipi di antibiotici, responsabili dell’insorgere di antiestetiche macchie cutanee.

· Se sopraggiungono fotodermatiti e reazioni fotoallergiche è da incoscienti ostinarsi ad assorbire raggi che danneggiano noi stessi: bisogna sospendere il trattamento.

· Per chi soffre di malattie come vitiligine, rosacea, herpes il ricorso alle lampade è assolutamente sconsigliato.

· Nel caso in cui stesi sul lettino o in piedi sotto la doccia solare si avvertono sintomi di cali di pressione, è inutile fare gli eroi, uscire immediatamente.

· Non dimenticarsi mai di coprire gli occhi con gli appositi occhialini.

· Dopo l’esposizione è necessario rinfrescare e idratare la pelle del corpo con una crema lenitiva e adatta allo scopo.

Se si seguissero questi suggerimenti e se al tutto si associasse anche una cospicua dose di buon senso, sicuramente si riuscirebbero a limitare i danni dell’esposizione a raggi artificiali e a salvaguardare di più la nostra salute.

Se infatti ci si sottopone occasionalmente anche la lampada diventa innocua, anzi può aiutare a tenere sotto controllo i disturbi reumatici, ed assorbire l’umidità che penetra d’inverno nelle ossa.

Ma l’abbronzatura è diventata una mania, e dato ancora più sconcertante, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Archives of pediatrics and adolescent medicine”, sia divenuta la nuova sindrome dei ragazzi occidentali che in migliaia risultano affetti da quella che gli inglesi hanno denominato “tanorexia” ( tan=abbronzatura), una patologia che induce gli adolescenti a vedersi sempre pallidi e schivare questo aspetto che detestano si sé correndo in un solarium (sembra che a 19 anni un terzo delle adolescenti abbia già fatto tre lampade).

Essendo statistiche da brividi, l’Organizzazione mondiale della sanità ha avanzato ai vari Stati la proposta legislativa di vietare il solarium agli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, ma gli interessi economici confermano, per l’ennesima volta, di contare molto di più di qualsiasi altra iniziativi “pro-uomo”.

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