sabato 3 febbraio 2007

LO SAPEVATE CHE CON LE CALZE…


Rappresenta ormai un accessorio fondamentale dell’abbigliamento femminile, la calza completa e decora il nostro abbigliamento.

Abbinata all’abito, decorata con ricami o strass, indossata con il sandalo, ripiegata sugli stivali, stampata, floreale, colorata, a righe multicolor, velata, coprente, corta, lunga, autoreggente è complemento del look a cui le donne non riescono a rinunciare.

E poi quante qualità possiede: sottolinea la flessuosità delle gambe, ne aumenta il fascino, la seduzione e perché no, le riscalda d’inverno, e possiede anche benefiche proprietà salutari, che forse non tutti hanno dimenticato!!

Eppure le calze non sono state sempre visibili e neppure prerogativa per eccellenza femminile. Infatti nel Medioevo e nel Rinascimento, realizzate in seta, erano indossate prevalentemente dagli uomini perché alle donne non era permesso far vedere le caviglie.

In sostituzione delle “brache” assunsero colori vivaci e diversi, diventando per gli uomini, simbolo distintivo a livello sociale e politico. Ai veneziani bisogna attribuire il merito di aver realizzato la prima calza aderente in maglia nel 500, mentre per la produzione a macchina sarà necessario attendere il 700, secolo in cui il diplomatico Antonio Correr introdurrà la tecnica della lavorazione a maglia anche in Italia. Per tutto il 700 e 800 la sua realizzazione ebbe modo di perfezionarsi e impreziosirsi di ricami, trine, legacci, nastri, gioielli. Alcune venivano cifrate in alto con le iniziali del proprietario e fregiate con il nome del fabbricante. Raffinate per eccellenza erano quelle di seta bianche, indossate per le grandi occasioni, ma la sperimentazione delle tinture ne permise la produzione di rosse, gialle, nere, paonazze in modo da possederne un paio per ogni abito…

Non era un caso che a possedere nei propri corredi numerosi paia di calze fossero soprattutto principesse ed esponenti delle classi facoltose!!!

Ma la vera rivoluzione nella storia della calza si è avuta solo nei primi decenni del 900 quando, grazie alla scoperta del rayon (seta artificiale) negli anni 20 e del nylon ( fibra sintetica) negli anni 30, fu possibile ad un numero maggiore di donne acquistarle, grazie al ridimensionamento dei costi. Negli anni 40 la calza, diventata uno status symbol, nonostante fosse impossibile comprarla, considerato l’avvento della guerra, rimase per le donne elemento irrinunciabile, per questo simulavano di indossarle, ricorrendo allo stratagemma di disegnarsi la riga posteriore lungo le gambe.

Nel corso degli anni la calza ha subito ulteriori cambiamenti, arricchendosi in velature e varianti colore. Negli anni 60 la Dupont lanciò sul mercato una nuova fibra elastam lycra che divenne per eccellenza materia prima per la loro realizzazione, nella versione coprente, grazie soprattutto all’imporsi della minigonna di Mary Quant.

Da allora le calze hanno modificato il proprio aspetto decennio per decennio: negli anni 70 sono state di gran lunga preferite quelle di pizzo; negli anni 80 quelle velatissime; negli anni 90 studiate per conferire il maggior comfort possibile.

Attualmente l’evoluzione tecnologica ha permesso addirittura la realizzazione di calze profumate, assorbenti, massaggianti, idratanti, antitraspiranti, arricchite di sostanze vegetali come aloe e ginseng, rilasciate a contatto con la pelle e il calore corporeo.

Bene donne, oggi abbiamo la possibilità, senza alcun limite di scegliere le calze che più si adattano ai nostri bisogni, esigenze, gambe e……spalle!

Si avete capito bene, spalle.

Per concludere vorrei suggerirvi un metodo casalingo per realizzare un coprispalle con le calze. In base all’abbinamento o l’effetto da suscitare, scegliete un paio di collant coprenti o con grammatura inferiore, ma non velate, perché più facilmente smagliabili e di taglia maggiore rispetto a quella che usate normalmente.

Tagliatele sia nelle parti anteriori del piede dove è evidente una tessitura più compatta sia lungo la cucitura del cavallo, (davanti o dietro) fino ad ottenere una apertura sufficiente all’inserimento delle braccia e della vostra circonferenza torace. Per evitare che i tagli a vivo si smaglino bordateli con un nastrino di raso o orlate con la macchina da cucire; se avete fretta potreste spennellare i margini con dello smalto trasparente che indurisce la maglia bloccandola: l’effetto sarà inevitabilmente meno raffinato, ma se fatto con attenzione e precisione può dare buoni risultati!!

Per facilitare l’accostamento delle due parti tagliate, in modo che si ricongiungano sul davanti, ricorrete a nastri da applicare sulle estremità, a spille, bottone e capioletta realizzata in filo…

Infine se il coprispalle ottenuto vi appare anonimo e scontato, soprattutto se avete deciso di realizzarlo su calza monocromatica e liscia, potreste cimentarvi a decorarlo con perline, nastri, ricami, paillettes, strass termoadesivi e qualsiasi cosa vi venga in mente!!!

Buon divertimento!!!

Elisabetta Gianfelice

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